Stanza
- 2026
- di Gaetano Palermo, Michele Petrosino
- con Michele Petrosino
- sound design Luca Gallio
- cura, management Bianca Ramponi
- produzione KLm - Kinkaleri, Le Supplici, mk
- con il supporto di IterCulture - Centro Siciliano per le Arti Performative
- progetto sostenuto da bloom network per creazioni one-on-one sviluppato da Santarcangelo Festival, Triennale Milano Teatro, Fondazione Armunia, IRA Festival, Sardegna Teatro
Una performance installativa, in cui un corpo abita una camera, per otto ore al giorno, in uno stato di volontario abbandono a occhi chiusi. Il pubblico, uno alla volta, è invitato a entrare nella stanza, metafora delle soglie che custodiscono il sonno: mura, porte, finestre, palpebre. La drammaturgia del suono e dello spazio mette in tensione il confine tra interno ed esterno, questionando la fisionomia del reale e generando una dimensione sospesa di incontro con lo spettatore, insieme ospite e intruso. Tra intimità ed esposizione, la performance one-on-one “Stanza” interroga il sonno come condizione di vulnerabilità condivisa: uno spazio ambiguo tra abbandono e cattura, sullo sfondo di un’epoca attraversata da logiche di sorveglianza e consumo.

Una performance installativa, in cui un corpo abita una camera, per otto ore al giorno, in uno stato di volontario abbandono a occhi chiusi. Il pubblico, uno alla volta, è invitato a entrare nella stanza, metafora delle soglie che custodiscono il sonno: mura, porte, finestre, palpebre. La drammaturgia del suono e dello spazio mette in tensione il confine tra interno ed esterno, questionando la fisionomia del reale e generando una dimensione sospesa di incontro con lo spettatore, insieme ospite e intruso. Tra intimità ed esposizione, la performance one-on-one “Stanza” interroga il sonno come condizione di vulnerabilità condivisa: uno spazio ambiguo tra abbandono e cattura, sullo sfondo di un’epoca attraversata da logiche di sorveglianza e consumo.